Catturandomi in sonno speranza ovvero Narrenshiff

Catturandomi in sonno speranza ovvero Narrenschiff

Roma 1992 IBN editore, Premio Leonardo 1990

Introduzione al Libro I

Già nel XIV secolo esisteva in Renania la consuetudine di affidare a battellieri il compito di allontanare dalle città gli uomini insensati, seguendo il rituale simbolico di una cacciata solenne talvolta semplicemente simulata.

Accadeva quindi che questi uomini conducessero una vita vagabonda spingendosi fino alle porte delle città intorno alle cui mura vagavano con il loro fardello di follia e da cui venivano nuovamente allontanati affidando il loro destino ad un altro viaggio e alla incertezza della navigazione.

E così, sovente, il carico insensato conduceva il resto della vita sul battello, nella vana attesa che le acque del Reno portassero a compimento la loro azione purificatrice e liberatrice, quando, in alternativa, non venivano condotti in luoghi di separazione generati dalla cultura medioevale della “paura dell’altro”. Qui, lasciati come in un temenos sacrificale, la follia aveva modo di compiersi quale risultato di un imposto privilegio di libertà d’essere.

Narrenschiff o Stultifera navis o Battello ebbro, comunque strumento di liberazione per chi allontana e chi viene allontanato.

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