Riqualificazione edilizia

Intenzioni e sistemi di segni nel progetto ecosostenibile dell’esistente. Conclusioni (provvisorie)

Il progetto di architettura oggi deve affrontare la complessità del processo edilizio attraverso una visione globale delle azioni. Esso deve configurarsi come una disciplina che, utilizzando una concezione sistemica che va oltre la concezione meccanicistica della crescita economica infinita, governa le molteplici e complesse variabili che compongono la matrice progettuale. L’oggetto architettonico prodotto diventa sostenibile non solo e non tanto perché consuma poche risorse o perché utilizza tecnologie innovative per il risparmio energetico, ma perché si rapporta significativamente con le condizioni dei luoghi e diventa espressione misurata dell’interazione fra uomo e ambiente. In questo modo si configura come uno dei risultati possibili prodotto dalla lettura e dalla interpretazione del contesto e delle sue condizioni, nonché dall’appartenenza culturale e dalle caratteristiche dei luoghi.

Questa relazione contestuale conferma come il linguaggio in architettura non possa in alcun modo essere una posizione ideologica iniziale conseguente all’adesione “a prioristica” a correnti artistico-culturali ed estetico-formali e men che meno all’ecosostenibilità modaiola, ma la morfologia non può che derivare dalle relazioni che si instaurano tra i parametri e i valori che si inseriscono nella matrice di progetto che, oggi, non possono esulare dalle urgenze ambientali. Come afferma Luigi Prestinenza Puglisi: «L’architettura non tollera le copie ma accoglie le citazioni. Del resto, se ammettiamo che sia un linguaggio, sia pure sui generis, è naturale pensare che non inventi ogni volta dal nulla parole e frasi ma le adatti in un processo di continua evoluzione storica, che, come hanno tentato alcuni studiosi, si può pensare di ricostruire». I mutamenti in corso nella configurazione architettonica, dunque, vanno registrati e valutati perché, sollecitando un ripensamento dei principi strutturali della formatività spaziale, rappresentano un vero e proprio abaco esperienziale capace di ricostruire la correttezza e la dimensione dei processi di genesi configurazionale dell’architettura. Queste riflessioni aprono nuovi scenari ad argomenti e ricerche in disuso, tra cui la potenzialità espressiva dei progetti di riqualificazione e i nuovi ragionamenti sulla riformulazione di una connessa teoria linguistica dell’architettura capace di integrare la questione ambientale come aspetto generatore del processo progettuale di configurazione architettonica. Il progetto di architettura ecosostenibile assume così la valenza di “nuova etica” o di “nuovo deal” aprendosi a nuovi scenari e permettendo di introdurre all’interno del dibattito argomenti e ricerche oggi dimenticate o desuete, magari non percorse perchè al di fuori delle facili attrazioni delle mode architettoniche contemporanee. Questo non significa necessariamente il ricorso alla ‘mimesi’, quanto piuttosto una attenta riflessione sull’utilizzo dei segni e delle aggregazioni spaziali che, attraverso le nuove ‘tecnologie ambientali’ possano delineare un nuovo linguaggio che non sia prodotto esclusivo di canoni estetici o di strumentazioni tecnologiche esibite, ma che sia teso a sostanziare, attraverso componenti costruttivi ed estetici, il rapporto con l’ambiente e il soddisfacimento di una migliore qualità della vita materiale e percettiva.

(estratto dalla ricerca “L’ecosostenibilità come matrice del processo di progettazione: interventi di riqualificazione ambientale dell’edilizia residenziale pubblica”), http://www.fedoa.unina.it/view/creators/Frate=3AMaria_Carmela=3A=3A.html

Rispondi