Maria Carmela Frate, Capo Delegazione Fai di Perugia, Vice-Presidente regionale
La Delegazione FAI di Perugia, frequentemente in stretta collaborazione con il Gruppo FAI Giovani, si dedica con continuità ad attività e iniziative tese alla sensibilizzazione dei cittadini verso la conoscenza del patrimonio culturale, proponendo accessi a luoghi più o meno noti, mediante visite narrate, svolte sia durante gli eventi nazionali che durante iniziative di carattere territoriale.
L’attenzione prevalente è rivolta al patrimonio meno conosciuto, spesso mai visitato, sostenendo così i detentori dei beni (pubblici e privati) in questo percorso di attenzione e segnalazione.
Un particolare riguardo è rivolto alla sensibilizzazione dei giovanissimi in età scolare che sono coinvolti, fin dall’inizio dell’anno scolastico, nello studio e nella preparazione delle narrazioni di questi luoghi d’arte e di cultura. I loro insegnati prestano molta attenzione alla costruzione del discorso narrativo, basandosi sempre su un metodo di ricerca delle informazioni dal taglio scientifico.
Collaborano con la Delegazione FAI di Perugia, ormai da anni, il Liceo scientifico Alessi, il Liceo scientifico Galilei, il Liceo linguistico dell’Istituto Giordano Bruno. Già da alcuni anni collaborano altresì il Liceo classico Mariotti e il Liceo artistico Bernardino di Betto. A novembre di quest’anno, all’interno della iniziativa FAI Scuola, il Liceo Mariotti ha partecipato con i suoi studenti raccontando la storia e le opere d’arte di un bene della nostra città (oratorio di san Francesco dei Nobili in via dei Priori) ad altri studenti della stessa scuola o di altre scuole, questo per sollecitare e potenziare un dialogo tra pari in cui l’attenzione per l’arte possa avere una forma dialogante comune.
L’obiettivo fondante di queste iniziative è, dunque, l’acquisizione di una conoscenza attraverso l’esperienza diretta, l’osservazione, la percezione, oltre che attraverso un metodo scientifico di ricerca. Partecipando a questi itinerari conoscitivi gli studenti scoprono che i beni culturali rappresentano i valori identitari dei luoghi in cui sono stati costruiti o realizzati e in cui hanno visto la loro evoluzione. Rappresentano altresì i valori identitari delle collettività che in quei luoghi hanno vissuto, tramandando conoscenze e storie. Sono, dunque, la nostra storia che il tempo, come mezzo cronologico trasversale, ci consegna e che, seguendo questa trasversalità, dobbiamo consegnare alle generazioni successive.
Il passaggio fondamentale all’interno di questo processo è conoscere e ri-conoscere questi beni, siano essi architetture o paesaggi dell’uomo, oppure opere pittoriche, scultoree o decorative, perché la conoscenza genera e alimenta il senso di cittadinanza, di appartenenza a una comunità e, dunque, alla umanità tutta.
Per questa ragione, quando un bene culturale materiale viene meno, la sua assenza lascia un vuoto e in questa vacuità ci attende la responsabilità – diretta o indiretta – di tutto ciò che ne ha causato la perdita.
I recenti eventi (il riferimento va ai crolli di Roma) ci sollecitano a tenere sempre presente che i nostri beni non sono stabili e immutabili ma i materiali e le tecniche (o tecnologie) con cui sono stati realizzati subiscono gli effetti del tempo, del clima e, spesse volte, anche di azioni antropiche non appropriate.
Non c’è dubbio che, esposti agli agenti climatici, si possano nel tempo manifestare segni di alterazioni, ma d’altra parte non è pensabile che “pezzi di città” nati con funzioni urbane e collettive – non fosse altro perché sono parti di città esposti alla pubblica vista – possano essere nascosti e sottratti al godimento di tutti.
Importante, dunque, è la consapevolezza che la consistenza – per qualità e quantità – del nostro patrimonio storico materiale richiede l’impegno di tutti prima di tutto nella conoscenza, poi nella conservazione e nella valorizzazione, a partire dai cittadini fino ai soggetti istituzionali che detengono o sorvegliano i beni. Solo una continua operazione di monitoraggio e di conseguente manutenzione può evitare che il trascorrere del tempo sia così deleterio da velocizzarne il degrado.
Le attività e le iniziative del Fai vanno in questa direzione, sempre tese ad attivare ogni processo di conoscenza del patrimonio che ci circonda affinché sia il primo step verso il ri-conoscimento e verso la conservazione.


