Il restauro dell’arco di Agostino di Duccio in Porta san Pietro a Perugia

Le risorse finanziarie per questo intervento di restauro sono di competenza del “Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale alle OO.PP. Toscana, Marche, Umbria” (stazione appaltante). Il finanziamento rientra nel “Programma di interventi di conservazione, manutenzione, restauro e valorizzazione dei beni culturali da finanziare ai sensi della legge 208/2015, art.1 comma 338, approvato con DM n.363 in data 03.08.2016, nello specifico riguarda “Perugia – restauro conservativo della Porta San Pietro o Arco di Duccio”.

A. PREMESSA – Prime valutazioni

Il complesso della Porta San Pietro è costituito dalla compagine medievale rivolta verso il centro della città (restaurata qualche decennio fa) e dalla compagine rinascimentale rivolta verso l’abbazia dei cassinesi su cui, dall’epoca della sua costruzione (fine del Quattrocento), non sono mai stati fatti interventi di alcun genere. Le due compagini, distanti circa 14.00m, delimitano uno spazio intercluso costituito da un lato dalla chiesina di San Giacomo “infraportas” di proprietà aliena e, sul fronte opposto, dagli ambienti ex-daziari di proprietà comunale.

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È utile annotare che la complessa configurazione include la vecchia murazione medievale e le altre costruzioni nate a ridosso, alcune di proprietà comunale, altre di proprietà privata (si vedano in proposito le planimetrie catastali riportate nell’elaborato P01, redatte sulla base dei documenti catastali inclusi nel Progetto Preliminare predisposto dal Comune di Perugia; a margine di questa relazione si riportano anche le copie dei documenti catastali comunali).

Fin dal 2006 l’Arco di Duccio è stato oggetto di attenzione finalizzata al restauro da parte dell’Associazione Borgo Bello; con nulla osta della Soprintendenza e autorizzazione del Sindaco, è stato predisposto dalla scrivente un progetto preliminare di restauro. Successivamente, l’Associazione sopra menzionata ha inoltrato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia una richiesta di finanziamento. Per due volte la procedura non ha avuto alcun effetto; dopo qualche anno, invece, l’ANCE-Perugia ha dato un finanziamento sia per l’esecuzione di un rilievo (portato a compimento dalla scrivente nell’arco temporale 2007-2010) che per la ricerca storico-archivistica e architettonica, conclusasi con la pubblicazione del volume omonimo (2017).

Il Progetto preliminare predisposto dalla Amm.ne Com.le ai fini del finanziamento ha focalizzato gli interventi di restauro principalmente sulla compagine rinascimentale dell’Arco di Duccio, trattandosi esclusivamente di proprietà pubblica, ipotizzando sui prospetti interni interventi di pulitura generale ma non di dettaglio.

Si prende atto di tale orientamento e, in questo progetto, si considerano di pari importanza sia l’arco di Agostino di Duccio che la chiesina di San Giacomo “infraportas”, perché entrambe opere rinascimentali con prospetti di travertino a vista. Si riservano agli altri tre prospetti interni e alla parte sovrastante alla suddetta chiesina quegli interventi minimi (economicamente possibili) tesi a una sommaria pulitura superficiale del paramento murario (muratura mista di arenaria, pietra calcarea e laterizio), con il solo scopo di non inficiare il risultato delle puliture dell’opera rinascimentale e di ridurre gli effetti di decontestualizzazione dell’Arco rinascimentale una volta restaurato.

Si annota che l’Arco è vincolato ai sensi della ex lege 1089/39 ed è inserito in un contesto vincolato ai sensi della ex lege 1497/39. Per ovvie ragioni, vige altresì il vincolo archeologico.

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