
con arch. Nello Teodori
FILOSOFIA DEL MUSEO
Il Museo Rubboli deve recuperare e trasmettere l’autenticità delle caratteristiche spaziali e funzionali (incluso l’arredo) in maniera da permettere la conoscenza dei procedimenti, il più possibile coerenti con la collocazione originaria delle funzioni.
L’edificio è pressoché integro. Gli interventi di consolidamento e quelli successivi di finitura sono stati in linea di massima rispettosi delle caratteristiche del luogo e della valenza materiale.
Anche gli arredi e gli strumenti di lavoro conservati in sito, protetti accuratamente durante i precedenti cantieri per poter realizzare gli interventi edilizi, sono rimasti autentici e poco deteriorati; attualmente sono in corso di restauro manutentivo.
Per quanto riguarda gli stampi in gesso e le ceramiche, al momento sono depositati in ambiente protetto, in attesa di essere esposti. In questo senso, la filosofia che sottende l’allestimento è rivolta a gli spazi e ai prodotti di lavorazione.
Il Museo/Opificio Rubboli, infatti, espone prima di tutto se stesso come luogo che, sottoposto a conservazione del complesso sistema di elementi che costituivano gli strumenti della produzione ceramica (parti edilizie, parti meccaniche, utensili di base di lavoro, stampi di gesso), è in grado di raccontare la sua storia e l’ambiente dove, per secoli, attraverso il lavoro di generazioni di ceramisti, sono usciti manufatti in maiolica a lustro che hanno conquistato i mercati d’Italia e del mondo. Per questa ragione il Museo è testimonianza antropologica di un “ambiente del lavoro e della creatività” e come fotografia fisica della storia. Tra le strutture meccaniche di lavoro suscita un particolare interesse il tornio completamente in legno che va a caratterizzare tutta la parete di destra dell’ambiente A. L’ambiente per antonomasia che espone se stesso è il piccolo spazio dove sono conservate le muffole. Anfratto di grande suggestione dove si respira l’atmosfera di luogo del “fuoco” e degli spazi anneriti dal fumo. Le muffole risalgono al 1884 e furono usate perciò dal capostipite Paolo Rubboli. Per questi forni (ormai gli unici esistenti al mondo di tradizione ottocentesca e storicista, basati sui disegni e sulle indicazioni che Cipriano Piccolpasso riportò nel 1558 nella sua opera “I Tre Libri dell’Arte del Vasaio”; vedasi Alan Caiger-Smith, I Tempi e le Stagioni – Scritti Umbri, Aguaplano editore) Maurizio Tittarelli Rubboli ha il comodato d’uso come da atto notarile del 5 dicembre 2007 e compromesso del 31 luglio 2006 ma, vista la delicatezza e specificità dei luoghi, non usufruirà degli stessi poiché vincolati e, da conservatore museale, ha rilevato che l’accensione degli stessi potrebbe danneggiarli irreparabilmente. Probabilmente, all’interno del Museo Rubboli sono il bene più prezioso ed unico e vanno perciò attivate tutte le soluzioni per la loro tutela.
Il Museo, oltre se stesso, espone anche la collezione Rubboli che sarà ben custodita in apposite teche negli spazi di lavoro secondo una sequenza cronologica, di produzione e di affinità. Tutto questo sempre nella linea di un ambiente che trae la centralità del suo interesse dall’essere “esempio antropologico” di uno spazio tipico del lavoro.
Piuttosto particolare e distintivo è l’ allestimento della sala D. In questo spazio, più che in altri, l’allestimento è il connubio complesso, ipertestuale, tra oggetti dalla natura e dalla funzione diversa. All’interno di questo ambiente, dove sono state conservate le vasche per la smaltatura, alcuni piani di lavoro, sia in legno che in muratura, gli oggetti della tradizione convivono con alcuni manufatti dal design innovativo ma realizzati con le tecniche tradizionali. Il visitatore è proiettato all’interno di una composizione ipertestuale, un’istallazione complessa, in cui interagiscono vari elementi e strumenti sensoriali.
L’allestimento per quanto imperniato su alcuni elementi strutturali di organizzazione spaziale e di articolazione del percorso assume anche il carattere di una grande installazione (la dispersione ad esempio degli oggetti di Tradizione Contemporanea nello spazio e negli anfratti dello stesso spazio) facendo assomigliare l’allestimento ad una suggestiva installazione artistica.
In relazione alla collocazione dei manufatti ceramici della fabbrica Rubboli – in possesso dell’Amm.ne Com.le – si riportano di seguito i criteri culturali adottati:
Il percorso del museo è il seguente
SALE A – Sale ottocentesche
A1 – SALA PAOLO RUBBOLI (originariamente Sala della modellazione e tornio) risalente al 1884, perciò la più antica. L’ingresso principale al Museo avviene in questa sala, direttamente da via Discepoli. La sala si presenta con solai in legno (travi, travicelli e pianelle) tinteggiati a calce. Sono presenti un tornio, un trafilatore, un lavandino e mensole sospese al soffitto, oltre mensole a parete. Ospiterà le ceramiche di Paolo.
L’allestimento prevede:
- una teca in acciaio e vetro 70x210xh210cm contenente i pezzi ceramici
- mensole recuperate, murate a parete, con esposizione degli stampi in gesso
- il tornio è in corso di restauro (è escluso dal presente progetto)
- ritratto di Paolo Rubboli (proprietà Laura e Edda Rubboli)
A2- Sala della decorazione e riverbero risalente al 1884, con copertura a tetto eseguita con travi, travicelli e pianellato, tutto tinteggiato a calce. È collocata al primo piano e vi si accede attraverso una scala rettilinea direttamente dal piano sottostante. La sala non è aperta al pubblico; ha funzione di archivio e biblioteca e, per recuperare la funzione originaria, è previsto che vi si possano tenere piccoli laboratori di decorazione e modellazione. Per questa ragione sarà dotata di tavoli e sedie da pittura recuperate nell’opificio storico. Inoltre saranno recuperati armadi e scaffali come contenitori per libri e spolveri.
SALA B – SALA PAOLO E DARIA RUBBOLI (Sala della modellazione e stampa). E’ al piano terra e vi si accede dalla sala A1; ha un’uscita sulla corte. Anche questa sala ha solaio in legno (travi, travicelli e pianelle) tinteggiato a calce. Qui, in sostituzione della fornace, c’era il forno elettrico risalente agli anni ’50, ora rimosso. Ospiterà le ceramiche di Paolo e Daria Rubboli.
L’allestimento prevede:
- una teca in acciaio e vetro 70x280xh210cm contenente i pezzi ceramici
- mensole recuperate, murate a parete, con esposizione degli stampi in gesso
SALA C – SALA SCU E FRATELLI RUBBOLI (dal 1931 al 1934) (Sala della fornace) risalente al primo decennio del XX secolo, ne sono testimonianza i solai realizzati con putrelle di ferro e voltine in laterizio, tutte tinteggiate a calce. Della fornace per il primo e il secondo fuoco rimangono alcune presenze della parte basamentale; a parete resta un trafilatore. Qui saranno esposti i pezzi ceramici della S.C.U. e dei fratelli Rubboli realizzati nel periodo 1931-1934; inoltre le opere di Aldo Ajò, relativi disegni e alcune foto.
L’allestimento prevede:
- una teca in acciaio e vetro 105x105xh210cm contenente i pezzi ceramici
- una teca circolare inserita nel fornaciotto
- mensole recuperate, murate a parete, con esposizione degli stampi in gesso
SALA D – SALA ALBERTO E LORENZO RUBBOLI (Sala della smaltatura) risalente agli anni ’30-’50, con solai in putrelle d’acciaio e voltine, tutto tinteggiato a calce. Nella sala sono presenti le vasche per la smaltatura che fungeranno da base per l’allestimento delle opere di “Tradizione contemporanea”. Vi sono, inoltre, alcuni piani di lavoro, sia in legno che in muratura, e mensole sospese al soffitto. Qui saranno esposti i pezzi di Alberto e Lorenzo Rubboli e alcuni manufatti appartenenti alla collezione Rubboli.
L’allestimento prevede:
- una teca realizzata con doppia parete di vetro ed elementi d’acciaio della larghezza di 210cm
- mensole recuperate, murate a parete, con esposizione degli stampi in gesso
SALA E – Sala delle muffole con quattro muffole per il terzo fuoco (riverbero). Si cercherà di riproporre il locale così come appariva prima del sisma del 1997.
Stato attuale
I lavori edilizi appena conclusi hanno portato a compimento buona parte dei lavori, inclusi gli impianti idrico ed elettrico, quest’ultimo realizzato nelle sue linee fondamentali. Al fine di definire con compiutezza le opere in previsione all’interno di questo stralcio finale, si elencano i lavori che non sono stati realizzati perché non contenuti nella capienza del precedente finanziamento, al fine di valutare la possibilità di eseguirli in questa fase:
- protezione dell’insegna sul portale d’ingresso
- restauro dell’insegna sul portale d’ingresso
- targa stradale su via Discepoli
- serratura di sicurezza al cancello d’entrata
- sistemazione della gradinata interna alla corte
- alcune tinteggiature
- impianto di riscaldamento o di trattamento dell’aria
- impianto di allarme/sistema di protezione anti-intrusione
- piano antincendio (esula dal presente progetto)
Progetto
Considerata la necessità di completare alcune opere di natura strettamente edilizia, difficilmente eseguibili da aziende o maestranze dedite agli allestimenti e alla comunicazione, si ritiene che i lavori debbano essere distinti in due categorie:
lavori edili
lavori di allestimento e comunicazione
Progetto – lavori edili
- protezione dell’insegna sul portale d’ingresso: al momento il portale si presenta protetto da lamierino di rame. Al fine di prevedere un’adeguata protezione dell’insegna storica posta sulla parete, il progetto prevede la realizzazione di un bauletto ad andamento curvo, realizzato con calce e pozzolana.
- restauro dell’insegna sul portale d’ingresso: l’insegna dell’opificio è fortemente deteriorata, anche se recentemente consolidata sulla superficie muraria tramite iniezioni che hanno fissato gli elementi alla Non potendo prevedere altro che il restauro iconografico, l’Associazione Rubboli realizza a sue spese l’intervento, pertanto questo lavoro è a titolo gratuito per l’Amministrazione Comunale e verrà eseguito dalla restauratrice Clarissa Sirci.
- targa stradale su via Discepoli: al momento è presente una targa in materiale plastico deteriorato; si prevede di realizzare una targa in ceramica con scritta blu su fondo bianco e di metterla in opera al posto di quella esistente.
- posa di serratura di sicurezza al cancello d’entrata: al momento il cancello non è dotato di serratura ma va prevista la sua installazione per motivi di sicurezza. Il cancello sarà chiuso solo durante la notte.
- sistemazione delle due gradinate interne alla corte: con i lavori appena conclusi non si è riusciti a sistemare i gradini esterni che conducono alle muffole, ulteriormente deteriorati a causa della presenza del cantiere. Poiché versano in condizioni di forte degrado e comportano pericolosità per chi le percorre, è necessario intervenire con lavori di ripristino/rifacimento. Per una scalinata è prevista la rimozione della muratura di pietrame e il rifacimento, sempre in pietrame, con pedata in pietra. Per l’altra è sufficiente sigillare i giunti, ripristinare il massetto sulle pedate e concludere con colletta cementizia. Sono previste piccole sarciture murarie e riprese di intonaco sui parapetti.
- tinteggiature: sono previsti ritocchi finali sulle pareti e la tinteggiatura delle mensole sulla superficie superiore, ora di colore marrone. Pertanto deve essere prevista la carteggiatura e rimozione del trattamento di colore marrone e una mano con cementite
- impianto di allarme/sistema di protezione anti-intrusione: un impianto di protezione anti-intrusione è necessario, soprattutto perché gli infissi presenti, prevalentemente derivanti dal restauro di quelli antichi, non garantiscono sicurezza contro l’intrusione e non sono dotati di grate. Si prevede di mettere in opera grate metalliche fisse alle finestre (n.6), rifinite a vernice; per i tre accessi dalla corte e per l’ingresso principale, invece, si prevede la messa in opera di cancellate metalliche. Per migliorare il sistema anti-intrusione, si prevede anche di installare un impianto d’allarme.
- impianto di riscaldamento o di trattamento dell’aria: si prevede la posa di ventil-convettori senza unità esterna, uno per ogni ambiente (tot. N.5).
- piano antincendio: secondo il dpr n.151 del 01 agosto 2011, anche per questo tipo di museo è prevista la redazione di un piano antincendio da depositare presso i VVFF; in linea di massima sono necessari i presidi antincendio, come specificato nell’elaborato anti-incendio (per es. rilevatori di fumo, luci d’emergenza, estintori, planimetrie con indicazione delle vie di fuga e del luogo sicuro, pittogrammi con indicazione delle vie e uscite di sicurezza).
Progetto – lavori di allestimento e immagine coordinata
La soluzione espositiva della collezione di maioliche a lustro prevede l’inserimento di 5 teche che, collocate nei vari ambienti, consentono da una parte un’efficace esposizione dei manufatti e dall’altra quella necessaria sicurezza che le teche blindate in acciaio e vetro garantiscono.
Le teche in acciaio e vetro dispongono di una propria illuminazione inserita nel piano superiore di chiusura e in parte su strutture verticali, costituita da punti luce al Led. Questa soluzione illuminotecnica è ottimale da una parte per l’illuminazione degli oggetti collocati all’interno delle teche e dall’altra contribuisce, in forma di suggestione scenografica, come fonte di luce anche per l’ambiente dove sono allocate.
Ogni ambiente potrà disporre, in ogni caso, di una propria illuminazione generale costituita da semplici lampadine di tipo tradizionale dell’antica fabbrica.
Ai fini della prossima apertura dell’antico Opificio Rubboli è necessario progettare, realizzare e installare anche l’immagine grafica coordinata di questa sezione museale. Le caratteristiche grafiche e stilistiche dei materiali da collocare all’interno dell’Opificio Rubboli ricalcano quelle già adottate per il Museo della Ceramica di Casa Cajani perché ambedue queste sedi, pur all’interno delle proprie specificità, sono parte di un ampio progetto, quello del Museo della Ceramica di Gualdo Tadino, che ha come obiettivo quello di esporre e valorizzare un patrimonio della città: la collezione civica di ceramiche, proveniente dal patrimonio pubblico, da acquisizioni e donazioni come risulta essere lo stesso museo dell’antico Opificio Rubboli.
I materiali che andranno a costituire l’immagine grafica dello spazio espositivo sono così riassumibili:
- piccolo pannello/targa per l’ingresso esterno (da collocare lateralmente all’antico portone d’ingresso) con il testo Antico Opificio Rubboli e altre indicazioni. Il pannello/targa è realizzato in plexiglas dello spessore di almeno 10 mm. con stampa retrostante digitale più la protezione superficiale per esterno. La dimensione è di circa 35 x 45 cm.;
- pannelli didattici a stampa digitale tipo DIBOND composto da due lamine in alluminio e un nucleo in polietilene (spessore totale circa 3mm);
- light box luminoso a stampa digitale su Back light. La struttura è realizzata in alluminio e le fonti luminose sono al neon;
- pannelli/targhette descrittivi di orientamento generale (percorso museale, nome delle sale, indicazioni varie) a stampa digitale tipo DIBOND composto da due lamine in alluminio e un nucleo in polietilene (spessore totale 3 mm.) comprensive di distanziatore retrostante;
- didascalie in plexiglas complete di stampa digitale della dimensione frontale di circa 10 x h. 7 cm.;
- porta piatti in plexiglas di varie dimensioni per piatti di diversa grandezza con diametri variabili da 20 a 40 cm.
Gualdo Tadino, aprile 2013

